Far fatica, ancora, e ancora

Regata dell’Invernale 2013-2014, affollata e con vento teso. Poco prima della partenza c’è il solito traffico a rischio intasamento sulla circonvallazione sud-ovest della barca-comitato. Dobbiamo virare in continuazione per starne fuori fino all’ultimo. Fabrizio pare trasformato. Ha mille antenne rizzate, i suoi occhi non stanno fermi un attimo e sentiamo…

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Della libertà di raccontarsi cose qualsiasi, a fiumi di parole

Stare a bordo, in regata come in vacanza, conduce a parlare del più come del meno, e non necessariamente di scotte, sartiame acquartierato e forma delle vele. Il tempo è tanto, la conversazione prende piede, si allarga, spazia liberamente, varca i confini del contingente bellissimo, dei ricordi e dell’attualità. Si innescano connessioni inattese, partono le riflessioni e nuove idee, il filosofeggiare come lo humour, lunghe e gratuite esplorazioni in giochi intellettuali e ti ritrovi come niente a rivedere le tue certezze e a modificare i tuoi pensieri.

Dopo un paio di giorni sei incapace di rimettere in fila gli argomenti toccati, puoi solo constatare che i fiumi di parole sbrodolati, in realtà, consegnano all’altro solo e tutto te stesso.

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Pescare alla traina

Per quest’anno abbiamo comprato un set canna+mulinello e svariate esche artificiali. Ad ogni partenza, dopo aver sistemato la coperta (e nel caso dato vela), caliamo la traina, nella speranza davvero poco convinta di veder abboccare uno sgombro, una palamite (sarda sarda), un sugarello, financo un tonnetto alletterato. Con il terrore…

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